Sbiancamento anale e statistiche
Avevo già deciso di creare un post sulle statistiche del mio blog in quanto mi ha sorpreso il fatto che, nonostante questo sia un blog inattivo, contino a ricevere visite ogni giorno; l’argomento più cercato e che mi porta visitatori è lo sbiancamento anale
Ieri sera è successo l’incredibile: Luciana Littizzetto, durante la trasmissione “Che tempo che fa”, parla dello sbiancamento anale e dice ai telespettatori di cercare questa notizia su Google. Nel giro di pochi minuti inizio ad avere numerosi visitatori e nella prima mezz’ora arrivavano 338 viste al minuto. Alla fine della giornata di ieri i visitatori sono 14.455 e le parole più cercate sono sbiancamento anale e sbiancamento ano. Nell’avere numerosi visitatori sicuramente ha influito il fatto che su Google l’articolo compariva al 4° risultato.
Un effetto di questo boom di visitatori è che adesso l’articolo sullo sbiancamento è il 2° risultato della ricerca di Google e continuano ad arrvare visitatori: 2147 per il momento.
I dati degli ultimi mesi mi hanno fatto riflettere su quanto quest’argomento, nonostante sia molto particolare, susciti un continuo interesse nelle persone.
Il boom di visitatori di ieri mi ha stupito e mi ha permesso di capire con dei dati concreti che grande potere abbia la televisione ed in particolare l’influenza che ha una persona come Luciana Littizzetto.
Decreto Gelmini parte 1
In questo periodo si parla molto della riforma della scuola e del decreto legge approvato il 29 ottobre 2008. Di seguito riporterò le principali novità e la mia opinione.
- Art.1. Introduzione nel primo e secondo ciclo di istruzione nozioni di “Cittadinanza e Costituzione”.
Da ciò che ho capito, pare sia una reintroduzione ufficiale della cosiddetta educazione civica. La principale conseguenza è la formazione dei docenti.
- Art. 2. Nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, viene reintrodotto il voto in condotta; “il comportamento dello studente viene valutato durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica”; se il voto è inferiore ai sei decimi, l’alunno non è ammesso alla classe successiva o all’esame conclusivo.
Ritengo che il ripristino del voto in condotta sia un mezzo che permette all’insegnante di far fronte ai sempre più casi di indisciplina e mancanza di rispetto che alcuni studenti hanno nei confronti dei docenti. Ciò che ritengo non sia giusto è che il voto in condotta non sia stato introdotto anche nella scuola primaria.
- Art. 3. Nella scuola primaria la valutazione avviene con l’attribuzione di voti numerici; “i docenti, con decisione assunta all’unanimità possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”.
Per quanto una “bocciatura” debba essere valutata molto attentamente, ritengo che se un alunno non ha raggiunto gli obiettivi minimi di apprendimento, non debba essere ammesso alla classe successiva. Nella scuola primaria praticamente non esiste la bocciatura, con la conseguenza che una minoranza esce dalle elementari sapendo leggere bene e scrivere senza commettere errori ortografici. Su quest’ultimo punto, anche alcuni laureati commettono errori e direi che la cosa è abbastanza grave. Il fatto che con l’anno scolastico 2009/2010 venga introdotto il maestro unico, dà maggiore possibilità al maestro di non ammettere gli alunni alla classe successiva se non hanno raggiunto gli obiettivi. Nonostante tutto penso che non cambierà molto perché la bocciatura comporta “rogne” all’insegnante.
- Art.4: introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria con l’anno scolastico 2009/2010 e l’orario settimanale scolastico viene portato a 24 ore.
Sono favorevole al maestro unico; attualmente ci sono 2 o 3 insegnanti di “base” e ognuno insegna un’area tematica (umanistica, scientifica e antropologica); a questi si aggiungono altri docenti (religione, lingua straniera, educazione motoria) ed eventuali insegnanti esterni legati ai progetti approvati (per esempio: educazione ambientale, alle emozioni, sessuale, stradale,…). Mi sembrano decisamente troppi maestri per una classe. Quello che ho potuto notare dalla mia esperienza è che vengono trattate tante discipline, superflue, che portano a togliere l’attenzione da quello che un alunno dovrebbe veramente imparare alle “elementari”: “saper leggere, scrivere e far di conto”. Si fa un po’ di tutto e male.
L’introduzione del maestro unico ha portato a molti dibattiti perché comporta una non assunzione dei docenti iscritti nelle graduatorie permanenti e un maggiore lavoro per i docenti di ruolo. La preparazione degli insegnanti non sempre è tale da permettere l’insegnamento di tutte le materie.
Per quanto riguarda il portare l’orario scolastico a 24 ore settimanali, ho dei dubbi. Come funzionerà il tempo pieno? Ci saranno sempre più doposcuola? Se fosse così si alimenterebbe l’impresa privata e si costringerebbero le famiglie a pagare il servizio aggiuntivo visto che sempre più c’è la necessità di lasciare i bambini a scuola anche nel pomeriggio.
Devo dire che non riesco a capire come verrà applicata l’affermazione fatta da Berlusconi: “Il tempo pieno nella scuola italiana verrà “confermato dove c’era” e “incrementato” di circa il 50-60%”.http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=40678
In conclusione, sono abbastanza favorevole a questo decreto, però ritengo debba essere arricchito dando maggiori linee guida. Sono delusa dal fatto che non sia stato ripristinato l’esame della 5° elementare, a mio avviso molto importante per lo studente perché gli permette di fare una prima esperienza con un esame di stato.
Inoltre penso che, per riformare la scuola, debbano essere prima rivisti e rifatti i programmi ministeriali che, per come sono, portano all’abbassamento culturale e non stimolano l’apprendimento.
Nel prossimo post parlerò degli altri 4 articoli del decreto e cercherò qualche programma ministeriale.
Il decreto Gelmini e la scheda di lettura:
http://www.senato.it/documenti/repository/studi/Dossier_054.pdf
Zanzare ad ottobre
Penso sia il primo anno che mi capita di eliminare zanzare a fine ottobre. Sono zanzare “classiche”, non tigre, ma sono particolarmente fastidiose: tanto affamante, pungono anche sul cuoio capelluto! Speriamo se ne vadano al più presto…
Stagnazione, amorfismo, apatia, superficialità
Mi capita sempre più spesso di notare come l’amorfismo e l’apatia siano atteggiamenti che accomunano la nostra società, in tutti i settori e a tutte le età, dagli adolescenti agli adulti.
Costantemente alcuni dei nostri diritti vengono violati, ma nessuno protesta per queste giuste cause; ora gli animi si scaldano per cose frivole, tipo l’abbigliamento che indossano alcune persone, perchè in quella telenovela è avvenuto un determinato fatto, e così via.
Da un lato mi sembrano un po’ strani questi atteggiamenti, visto che alcuni bambini, fin dalla tenerissima età, conoscono fin troppo bene i loro diritti (ovviamente, però, non conoscono i loro doveri) e te li dicono pure. Posso citare un esempio: “Io faccio quello che voglio, perché tanto tu non puoi toccarmi. Provaci, se vuoi!”.
Perché da questa difesa dei propri diritti si passa alla totale apatia quando crescono?
Per la superficialità della società?
Ultima frontiera della chirurgia estetica: sbiancamento anale.
Ormai tutto il nostro corpo può essere “migliorato” con la chirurgia estetica. Si è partiti dalle labbra siliconate, dal naso per poi arrivare a rifare il seno, ricostruire l’imene, “ringiovanire” la vagina…
Ormai, pensavo non ci fosse null’altro da poter rifare. Invece mi sbagliavo! Ora l’ultima frontiera della chirurgia estetica è lo sbiancamento anale!
Attualmente viene utilizzato soprattutto in America e, da ciò che ho potuto leggere e sentire, pare sia utilizzato principalmente dalle attrici porno.
Resterà una pratica limitata al mondo dello spettacolo?
Per me, nel giro di poco tempo, arriverà anche da noi e lo troveremo sugli scaffali dei supermercati affianco ai dentifrici sbiancanti.
In cosa consiste?
Consiste nell’applicazione di una crema sbiancante, un procedimento totalmente indolore. Non ho ben capito se sia una cosa temporanea, tipo autoabbronzante con l’effetto opposto, o una cosa semi-permanente e quindi, di tanto in tanto, bisogna ritornare a dare una stuccatina…
Perchè viene fatto?
Perchè con gli anni il nostro culetto pare si scurisca e quindi non ha più l’aspetto roseo di quando siamo nati… e visto che ormai non si accettano più i segni dell’invecchiamento o del “poco estetico” si è arrivati fino a questo punto.
Ora mi chiedo quale sarà il prossimo passo della chirurgia estetica. Qualche idea?
Facoltà universitarie in cui ci sono TROPPE donne…
Le facoltà universitarie non scientifiche sono frequentate da molte donne, per la felicità degli uomini. Avendo frequentato precedentemente un corso di laurea in cui la popolazione maschile era di gran lunga maggiore di quella femminile (anzi, quella femminile era quasi estinta), ho notato molte differenze. Quella che ritengo più importante è che tra le donne quasi non esiste la cooperazione, ma solo rivalità.
Un fatto assurdo che ho visto, è che ci sono ragazze che mettono in vendita gli appunti delle lezioni o loro riassunti. Tu chiedi se hanno gli appunti di metà del corso e loro ti dicono: “si, 20 euro e sono tuoi.” E c’è chi li compra invece di chiedere ad altre, magari più disponibili!
Altre sono altrettanto simpatiche. Non sei potuto andare all’ultima lezione del corso, lezione “fondamentale”, il giorno dopo chiedi gli argomenti e non ti rispondono, come fosse un segreto di stato o un loro privilegio.
Nelle facoltà frequentate da uomini queste cose non mi sono mai accadute.
Contro questi atteggiamenti, e mi limito a non commentarli troppo, ho deciso che pubblicherò su questo blog i riassunti delle materie che ho studiato, di renderli pubblici.
Spero di riuscire durante l’estate a sistemare un pò gli appunti e riassunti in modo tale da pubblicarli entro settembre.
W le facoltà con molti uomini!
Problema di Poste italiane o l’Italia sta andando in “vacca”?
Dopo un prolungatissimo periodo di assenza, ritorno per descrivere ciò che mi è successo oggi.
Come ogni mese, mi reco in posta per riscuotere la pensione (non la mia, ovviamente). Di norma non sono mai andata il primo giorno per evitare le file di anziani e non ho mai avuto problemi di riscossione.
Questo mese, per problemi lavorativi, sono costretta ad andare a riscuoterla oggi, primo giorno per il ritiro. Decido di andare all’apertura delle poste pensando di fare la scelta migliore. Appena arrivata, trovo già una lunga fila di anziani sofferenti per il caldo e l’afa che affligge il mio paese, soprannominato la “palude”. La coda, invece di rimanere costante o calare, aumenta perchè gli sportelli non pagano. Si sollevano sempre più i brussii di lamento delle persone; qualcuno, stanco di aspettare, se ne va, altri restano sperando che la situazione si sblocchi.
Cos’è successo?
Non ci sono soldi!
Ebbene si, le poste, alle 9, avevano già esaurito i soldi e quindi non potevano più pagare nè pensioni, nè prelievi da conto corrente o da libretto postale.
Da cosa dipende questo disservizio? Dallo stato che, in previsione del primo giorno di ritiro delle pensioni, non ha fornito il denaro o dalle poste?
Inizio a pensare, magari erroneamente, che sia un problema statale, visto i vari problemi che ho avuto con i pagamenti da parte di enti pubblici e statali. Se fosse così, iniziamo ad essere veramente mal messi.
In conclusione, dopo 40 minuti di attesa, non ho ritirato la pensione e mi è stato detto di provare a ripassare più tardi.
All’università si studia o si gioca?
E’ una domanda che mi pongo sempre più spesso, perché mi è capitato di osservare episodi “bizzarri”: lezioni in giardino che consistono nel saltellare o fare dei movimenti a comando, docenti che fanno esercizi di yoga nonostante la materia non abbia nemmeno lontanamente a che fare con questa pratica, lezioni in cui i ragazzi si tengono tutti per mano e cantano le lettere dell’alfabeto e così via.
Provenendo da una facoltà scientifica, rimango allibita ogni volta che mi capita di vedere queste situazioni; ho l’impressione di frequentare una facoltà assai poco seria e, soprattutto, che non dà delle solide basi.
Tutti i docenti parlano dell’importanza dello sviluppo dello spirito critico, sia nei futuri insegnanti, che nei bambini. Ma gli esami che uno studente sostiene verificano se ha sviluppato questo spirito critico? Da quello che posso sapere, la maggior parte di essi mira a verificare le conoscenze, quindi un universitario con buona memoria avrà un sacco di nozioni che però non saprà applicare.
Halloween e la cultura italiana
Essendo il 1 novembre, non posso non parlare di questa “nuova” festività che è stata introdotta negli ultimi anni nella nostra cultura e che sta prendendo sempre più piede.
Faccio una premessa: sono favorevole a festeggiare halloween, ma solo perchè lo ritengo un’occasione in più per uscire e star in compagnia.
Detto questo, ieri ho fatto un giro nel mio paese e mi son imbattuta in moltissimi bambini vestiti da halloween, accompagnati dai genitori a bussare porta per porta, per farsi dar in dono qualche dolcetto o in alternativa qualche euro (ebbene si, ci son alcune persone che danno soldi ai bambini per questa “festività”… non serve che io aggiunga ulteriori commenti…).
Il “problema” di tutto ciò, sta nel fatto che i bambini di adesso, crescono con l’idea che halloween sia una festività italiana, ignorando invece le origini (http://it.wikipedia.org/wiki/Halloween) e il fatto che sia una festa tipica degli Stati Uniti e del Canada. Tutto ciò è fortemente fomentato dal fatto che fin dalla scuola materna (o odierna scuola dell’infanzia) gli insegnanti insegnano e festeggiano con i bambini il 31 ottobre come giorno di halloween, vestendosi da, come lo definisco io, “carnevale di fine ottobre”, abbelliscono gli spazi della scuola con zucche, ragni finti e una serie di decorazioni che richiamano questa “festa”. Il motivo di tutto ciò, sta nel fatto che la scuola ha introdotto l’educazione interculturale, cioè far conoscere ai bambini le tradizioni, usanze, culture di altre società. Ottima come idea, peccato che ritengo ci siano veramente pochi insegnanti che lo fanno con questa finalità; fa comodo introdurre una festa in più, così si sa come tener occupati i bambini, dando loro da disegnare o colorare immagini che la richiamano, perdendo così di vista lo scopo primario e introducendo inevitabilmente concetti errati.
Il “problema” non sta solo nella scuola, ma soprattutto nella televisione e nei genitori; le pubblicità che separano un cartone animato dall’altro, bombardano i piccoli spettatori con oggetti da far acquistare alle mamme per questa ricorrenza e, i genitori, non avendo voglia di opporsi al volere dei bambini perchè questo provocherebbe una lite, o perchè ritengono che non facendo festeggiare il/i proprio/i figlio/i questo rimarrebbe “emarginato” dalla massa (facendo così, inconsciamente gli insegnano a seguire la massa e ad adattarsi ad essa, senza pensare e senza esser a conoscenza delle cose) , li assecondano senza spiegare dovutamente questa “festa” (filosofia del “basta che stia buono/a”), anche perchè spesso e volentieri, non lo sanno nemmeno loro.
Il fatto di introdurre nella nostra cultura festività di altri paesi entra in profonda antitesi con quello di esaltare e battersi per il mantenimento e riconoscimento (magari a livello nazionale e non solo) delle tradizioni e culture locali e regionali. Ritengo che questi “movimenti” nascono proprio perchè gli adulti vedono scomparire la loro identità culturale e si battono per mantenerla.
Ma perchè non prendere una posizione? O si accettano e si introducono usanze di altre culture, o si mantiene la propria (con tutti i “problemi” connessi a questa decisione). Non ci si può battere perchè vengano introdotte nuove culture e dall’altra per difendere la propria.
Forse fa comodo, anche per i motivi sopra citati, fare sia una cosa che l’altra.
Perchè questo blog?
Questo blog vuole essere un raccoglitore dei miei pensieri e/o riflessioni, una specie di diario virtuale. Già in precedenza ne avevo uno, il cui scopo era la pubblicazione di fotografie, una sorta di album fotografico digitale, ma l’ho abbandonato poco dopo la creazione, non era funzionale per il mio scopo.
Perchè non scrivo un diario tradizionale invece del blog?
Oltre alla funzione di “diario”, mi piacerebbe conoscere l’opinione, o spiegazione da parte di “chi ne sa”, di chi si imbatte in questo blog sugli argomenti che tratterò; essi non saranno tematici, anche se posso presumere che saranno prevalentemente di carattere educativo/sociale.
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